San Francesco e il valore dell’essenzialità

By 18/08/2021 blog

vite

San Francesco è l’emblema di un’essenzialità capace di comunicare con chiarezza e potenza.

come è possibile raccontare la complessità attraverso la semplicità? come è possibile trasmettere un intero mondo valoriale attraverso l’essenzialità più assoluta? San Francesco l’ha fatto attraverso la sua vita, rendendo se stesso l’esempio di tutto quello che voleva comunicare, spogliandosi di tutto quello che era superfluo e non necessario.

la comunicazione è uno dei processi più diffusi nel genere umano. non solo, anche nel mondo animale. perché, come da primo assioma di Watzlawick, non si può non comunicare. il silenzio comunica. i gesti comunicano. gli abiti comunicano. i movimenti comunicano. gli sguardi comunicano. le parole accompagnano tutto questo. definiscono, delimitano, dividono, accomunano, accendono. ma sono elementi che arrivano successivamente, anche un attimo dopo, e possono portare maggiore chiarezza ma anche creare confusione.

San Francesco fa con il suo corpo quello che i marchi fanno con le aziende. comunica l’essenza, i propri valori, le cose in cui crede, come le porta avanti per trasmetterle agli altri, senza bisogno di parole. quelle arrivano dopo. come per le imprese, le quali, dopo aver fatto parlare il marchio, progettano e costruiscono strumenti di comunicazione da declinare con sfumature diverse sul mercato.

tutti sono capaci di aggiungere. San Francesco è l’emblema assoluto di una comunicazione basata sulla sintesi più estrema.

per iniziare non servono abiti, bastano un saio e un paio di sandali. non servono parole, basta l’esempio di quello che si fa. non servono spiegazioni, è sufficiente la testimonianza di se stessi ogni giorno.
non è facile, certo. anzi, è decisamente complicato, tanto che di San Francesco ce n’è stato uno nella storia dell’umanità. ma è sicuramente un esempio di quello che una comunicazione può fare semplificando, non svilendo. serve meno rumore. c’è bisogno di meno confusione.

Bruno Munari ha detto: “complicare è facile, semplificare è difficile. per complicare basta aggiungere tutto quello che si vuole: colori, forme, azioni, decorazioni, personaggi, ambienti pieni di cose. tutti sono capaci di complicare. pochi sono capaci di semplificare. per semplificare bisogna togliere. la semplificazione è il segno dell’intelligenza”.

e della passione e della fede, potremmo aggiungere. perché San Francesco ha fatto l’esercizio di sintesi più potente della storia: si è spogliato di tutto quello che aveva, vestiti, gioielli, orpelli, artifizi, per testimoniare semplicemente con il suo essere tutto quello in cui credeva. San Francesco è il suo stesso simbolo.